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<title>dBlog</title><link>http://www.piandimarte.it/dblog/</link>
<description>dBlog</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Eurochocolate 2011: dal 14 al 23 Ottobre 2011]]></title>
	<description><![CDATA[Nel 2011 Eurochocolate diventa maggiorenne e, per festeggiare con tutti i golosi, ha in serbo un’edizione particolarmente ricca di novit&agrave; e tanti appuntamenti al sapor di cioccolato.

“In questi diciotto anni -spiega Eugenio Guarducci, fondatore e attuale Presidente di Eurochocolate- non ci siamo mai fermati a “vivere di ricordi”, ma, anzi, da ogni esperienza siamo partiti per andare avanti e crescere. Possiamo dire che quest’anno Eurochocolate ha raggiunto la piena maturit&agrave;, ma continueremo a lavorare per offrire sempre stimoli nuovi e attivit&agrave; diverse e interessanti.”
Fonte: <a href="http://www.eurochocolate.com/">EUROCHOCOLATE.COM</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=42]]></link>
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	<dc:date>2011-09-13T15:30:32+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Jannis Kounellis a Cortona Antiquaria]]></title>
	<description><![CDATA[Un evento straordinario: Jannis Kounellis, Premio Cortona 2011, realizza un imponente site-specific-project a Palazzo Vagnotti per Cortonantiquaria:
l'antiquariato dialoga per la prima volta con l'arte contemporanea
Oltre 1000 pezzi d'antiquariato rari e preziosi
Jannis Kounellis riceve il premio Cortonantiquaria 2011 e regala un'installazione permanente a Palazzo Vagnotti, sede centrale della storica manifestazione Cortonantiquaria, che come ogni anno si svolge dal 27 agosto al 11 settembre. Un grande artista contemporaneo, appassionato di antiquariato e uno tra i maggiori esponenti della Land art, incontra una manifestazione che espone al pubblico pezzi di arredamento pregiati, che ci raccontano la storia, le abitudini, la cultura e i mestieri di un tempo. Il suo site-specific-project &egrave; destinato a divenire una delle bellezze imperdibili della citt&agrave; toscana. Tutte le notizie su <a href="http://www.cortonantiquaria.it" title="www.cortonantiquaria.it">http://www.cortonantiquaria.it</a></span></h2>  ]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=41]]></link>
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	<dc:date>2011-09-02T17:27:12+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[21 Luglio - 1 Agosto TRASIMENO BLUES]]></title>
	<description><![CDATA[Un viaggio musicale con il grande Blues nel cuore verde d’Italia, tra affascinanti borghi medioevali e suggestivi scorci naturalistici che fanno da cornice ad oltre 30 concerti, ospitando i migliori interpreti internazionali di Blues e dintorni. Dodici giorni di concerti partendo dal Blues delle radici per giungere fino alle sonorit&agrave; contemporanee all’insegna dell’innovazione e dell’avanguardia. Il filo conduttore &egrave; il Blues e le sue culture: dalla tradizione acustica delle origini al Blues elettrico, passando per il Soul, il Funk, il Rhythm’n’Blues ed il Rock, fino a giungere alle pi&ugrave; recenti sperimentazioni che mescolano i vari generi ed alle sonorit&agrave; del Nu Blues . Borghi medioevali e suggestivi scorci naturalistici ospiteranno pi&ugrave; di 20 palcoscenici diversi con oltre 30 concerti dal tramonto all’alba, quasi tutti ad ingresso gratuito ad eccezione del concerto di Eugenio Finardi il 23 luglio nella meravigliosa Rocca medievale di Castiglione del Lago, quello di Raphael Gualazzi il 31 luglio nella cornice affascinante della restaurata piazza Sant’Agostino di Citt&agrave; della Pieve, nonch&eacute; alcuni dei concerti della mezzanotte. Il calore della musica dell’anima si unisce alle bellezze artistiche e naturalistiche del Trasimeno, ove trascorrere giornate indimenticabili in uno spirito di gioia, pace ed armonia. Il viaggio musicale di Trasimeno Blues 2011 partir&agrave; gioved&igrave; 21 luglio alle ore 18.00 dall’ Isola Polvese con il concerto acustico dei Kozmic Blues e si concluder&agrave; domenica 1° agosto a Citt&agrave; della Pieve con i travolgenti pionieri del movimento e della scena musicale psichedelica di San Francisco, la leggendaria band di Janis Joplin, The Big Brother &amp; The Holding Company. Altro appuntamento con la storia della musica &egrave; quello con la Randy Hansen Band, il pi&ugrave; importante tributo a Jimi Hendrix esistente al mondo, il 29 luglio a Passignano. Il grande Blues contemporaneo, con tutte le sue declinazioni ad opera di straordinari interpreti dei diversi stili, sar&agrave; rappresentato dall’esplosiva blueswoman serba Ana Popovic; dall’autentico Blues di Chicago dell’armonicista Billy Branch in coppia con la superlativa Diunna Greenleaf; dal Blues viscerale e coinvolgente di Lurrie Bell e di Jimmy Burns; dal sound potente di Ivan Neville &amp; Dumpstaphunk, che erpimono la pi&ugrave; popolare dimensione musicale di New Orleans; dallo straordinario sassofonista e vocalist Waldo Weathers con Louisiana Mojo Queen e il groove irresistibile della Morblus Band.
Grande spazio al movimento del “Blues made in Umbria” tra realt&agrave; consolidate e nuovi talenti: Maurizio Pugno Large Band con la  voce potente e suadente di Mz.Dee; la P-Funking Band, i Bluesindrome; la Martin’s Gumbo Blues Band; i Da Hand In The Middle. Ai concerti nelle piazze seguono, dopo la mezzanotte, altri strepitosi concerti, quasi tutti alla Darsena Bar Caff&egrave;, con le esibizioni, di Son of Dave, Shaolin Temple Defenders, Alligator Nail, Kokolo Afrobeat Orchestra, oltre ai gi&agrave; citati Bluesindrome e Da Hand in the Middle. Per gli appuntamenti pomeridiani il miglior Blues acustico italiano ed internazionale: Mark Hanna &amp; Davide Pannozzo, Ty Le Blanc &amp; Jazzy Soul, Terry “Harmonica Bean &amp; Max Prandi, Veronica &amp; The Red Wine Serenaders, Betta Blues Society. Infine, i migliori talenti emergenti italiani, One Man 100% Bluez e Paul Venturi &amp; Max Sbaragli, apriranno i concerti rispettivamente di Lurrie Bell e Randy Hansen.
fonte <a href="http://www.trasimenoblues.it">Sito web ufficiale di Trasimeno Blues</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=40]]></link>
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	<dc:date>2011-07-02T13:26:45+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Moscato e Fico d'India, che in Sicilia è femminile ]]></title>
	<description><![CDATA[<h2 class="Sub-Title"> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 11pt; ">Inutile parlar male della citt&agrave;. Di questa citt&agrave;, poi. Ce la facciamo a 180 all’ora, nei tratti discreti di Calabria per poter parlar male della citt&agrave;, non vediamo l’ora d’arrivare per parlarne a diritto. Lascio perdere, ora, che ho la ficodindia in mano. Sbucciata, ovvio. Ficodindia bianca che sembra fatta di marmo, ghiacciata, e sul tavolo un elegante bicchiere coi ricami e i ghirigori dell’oriente, carico di moscato frastornato di libeccio. E un dolce piatto alla mandorla e pistacchio, profumatissimo Quaresimale. Se le citt&agrave; sono capaci di tanto, perch&eacute; parlarne? Sgalambro non si riconosce nell’immortalit&agrave; ma nell’amortalit&agrave;. </span></p> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Come bisogna comportarsi bene in chiesa. Tralasciando le norme del buon restauro delle tele, il parroco di Grosseto a proposito del canto, suggerisce anzi intima: se sei proprio stonato, quando gli altri cantano tu fallo sottovoce o solo col cuore, &egrave; meglio cos&igrave;. Se hai un bimbo con te, educalo alla preghiera ma sorveglia affinch&eacute; non disturbi, pu&ograve; essere utile il ciucciotto. Ma quello su cui insisteva, perch&eacute; gli era molto caro, era il dovere di osservare il silenzio pi&ugrave; assoluto: la chiesa non &egrave; un luogo comune, peggio, non &egrave; un mercato. E lo ha intimato dando le spalle a una martoriata madonna che non puoi pi&ugrave; pensarla o scriverla al maiuscolo, tanto era scolorita e astratta a forza di interventi conservativi.</span></p> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Peggio, non &egrave; un mercato. Io sono di fronte al mare, con la ficodindia ghiacciata (per lo meno mezzora fa), il moscato, il Quaresimale. Canto tra me e me l’Estaca di Lluis Llach e prego Iddio di liberarmi dal male. Sgalambro a proposito della fine, asserisce che la morte sfigurata delle mummie dei Cappuccini, a Palermo, &egrave; attrattiva per i poveri curiosi. Io ho capito che bisogna cantare ad alta voce e sempre, proprio dalle parole di Victor Hugo, che avranno informato anche i preti dunque, che la musica esprime ci&ograve; che non pu&ograve; essere detto e su cui &egrave; impossibile rimanere in silenzio. Ma che fino a quando si pu&ograve;, si deve usare la parola. Mio figlio, (il pene), lo faccio <i>cavaddiare </i>a letto, con la signora di sotto. I bambini quando <i>cavaddianu</i>, mica disturbano.</span></p> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Qui a Siracusa il pene &egrave; figurato come un bambino. In mezzo a due colonne c’&egrave; <i>u</i><i>bambineddu ca dormi</i>. Il bambinello per eccellenza &egrave; Ges&ugrave;. Blasfemo popolo. Che conosce bene le conseguenze di un matrimonio contratto, in bocca, da un moscato e una ficodindia. </span></p> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Non &egrave; un mercato. Peccato. Eppure il mercato mi ricorda l’esistenza di Dio. E mi ricorda che gli uomini, per <i>mercantare</i>, visto che la merce deve essere leale e mercantile per ogni commercio, hanno tutti la stessa et&agrave;, la stessa riveribile esistenza e postura al cospetto del popolo e alle spalle di Dio. Dio si &egrave; fatto pesce un’infinit&agrave; di volte altrimenti san Pietro non ci avrebbe visto chiaro. Gli uomini che celebrano la vendita sanno essere composti; sanno cantare; sanno fare l’eucarestia perch&eacute;, magari non l’hanno letto, sanno che “chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sar&agrave; reo del Corpo e del Sangue del Signore”. Sanno, a vent’anni, quello che si sapr&agrave; a cinquanta. I venditori al banco sono sciamani, sono eletti dagli spiriti. Quando non ci sar&agrave; pi&ugrave; bisogno di religione, il mercato sar&agrave; un ipermercato. </span></p> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Cosa blatera quel prete di Grosseto. Qua deve venire, a confessarsi. E chiedere perdono agli ultimi che sezionano i tonni. </span></p> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Che parliamo male a fare, di Siracusa? Guardo il mare e mi vengono in mente i merluzzi fritti e mangiati a Jesi da una mia amica, ancora bambina:</span></p> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">“Durante le scuole elementari e medie, periodo nefando della mia</span> <span style="font-size: 8pt; "></span>vita, <span style="font-size: 8pt; "></span>c'erano <span style="font-size: 8pt; "></span>dei venerd&igrave; magici: mamma cucinava il pesce e spesso si trovava a tavola un grande vassoio d'acciaio stracolmo di merluzzi fritti e un altro con i merluzzi al cartoccio. Lei amava molto questo pesce e al mercato lo comprava sempre freschissimo e a buon prezzo (perch&eacute; interessava a pochi). Una volta lavato, lo asciugava con la carta lo apriva a libro e lo condiva con un intingolo fatto di olio, limone, aglio tritato, sale, pepe bianco e cumino macinato. Metteva quei corpicini profumati in una leccarda foderata di carta stagnola (oggi abbiamo la carta forno) e, una volta ricoperti di altrettanta carta d'alluminio, li infornava a temperature alte per pochi minuti. Nel frattempo si sarebbero cotti in camera di vapore. Una volta aperto il forno, la cucina veniva invasa da vapore profumato che, anzich&eacute; vedere dalle finestre i grigi palazzi condominiali, si immaginavano le cucine arabe con vista sul deserto, con bianche tende circondate da palme e ruminanti cammelli nelle vicinanze. Pap&agrave; contribuiva allo scenario con dell'ottimo verdicchio dei castelli iesini. Ma son sicura che ci si possa abbinare anche un Trasimeno o un Riesling. Che non si offenda il Traminer, altro signore dei calici.”</p> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Bisogna immaginare sempre per assaporare meglio. Cammelli, deserti. Qui, n&eacute; cammelli n&eacute; deserti, ma ogni casa &egrave; il giusto sepolcro per il pesce; in questo focolare ci sta bene la cernia, in quello il capone, in quell’altro il cefalo. Il pesce abita qui, quando vuole esce dall’acqua e se ne va a spasso per Ortigia; certo, non &egrave; che si fa vedere spesso, per&ograve; di notte, io ci faccio caso e d’altra parte le migliori verit&agrave; si dicono al buio come tra le coltri dell’amore.</span></p> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Provo indifferenza per i reati di fede. E chi commette reati mi confida che tanto &egrave; lo stesso, dipende dagli alibi se farli o non farli. </span></p> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Mi sollevo quel poco che pu&ograve; servire a vedere meglio la costa indiavolata. Era tempo che non si vedeva un mare cos&igrave; arrabbiato. <i>Libici ca mai beni fici e se beni fici nun fu libici</i>. Lo scioglilingua alibi condanna il libeccio: se &egrave; stato fatto del bene ai pescatori, non &egrave; stato di certo grazie al libeccio. </span></p> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Di proverbio in proverbio &egrave; stata la vita di mia madre che del mare si accontentava il pensiero. Io almeno lo guardo, ogni giorno; e mi stempera la paura che ho di esso la lettura di donne come le Hekura che con il mare esercitano un patto di totale complicit&agrave;; Ortigia bisogna capire che &egrave; una vera citt&agrave; di mare ed &egrave; in questo luogo perch&eacute; le opportunit&agrave; son sembrate chiare a tutti quelli che vennero per la prima volta. Oggi i suoi abitanti per&ograve; ci stanno in affitto e chi ha comprato, di recente, non &egrave; abitante. </span></p> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Di proverbio in proverbio, di indovinello in indovinello ci si perde la testa: come diceva il poeta, ci si spensa. Il bicchiere ha un tremolio. </span></p> <p> <span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Un’altra ficodindia &egrave; pronta nel frigo. L&eacute;vati, non mi toccare, non ti avvicinare. Ora mi spoglio e ti faccio spinsari. <i></i></span></p><br /> </h2>]]></description>
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	<dc:date>2011-05-25T15:32:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>alessandro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Coloriamo i cieli 2011 : XX Edizione]]></title>
	<description><![CDATA[<h2 class="Sub-Title"> <span style="font-size: 15px; font-style: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: 22px; font-family: Calibri, sans-serif; ">A Castiglione del Lago il tradizionale appuntamento con la magia del volo in tutte le sue declinazioni! Una rassegna internazionale dedicata ad aquiloni e mongolfiere, contenitore di eventi, che si svolge tra il centro strorico e i cento ettari dell'aeroporto "Eleuteri" nel cuore del parco del Trasimeno. Tutte le informazioni su <a href="http://www.coloriamoicieli.com" title="www.coloriamoicieli.com">http://www.coloriamoicieli.com</a></span></h2>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=38]]></link>
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	<dc:date>2011-04-02T18:59:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Castiglione del Lago dal 3 al 10 Aprile XLV Festa del Tulipano]]></title>
	<description><![CDATA[Primo Appuntamento di Primavera sul Lago Trasimeno: Sfilata di carri addobbati con tulipani, corteo storico folklore e gastronomia tipica. Tutte le info su <a href="http://www.festadeltulipano.it">www.festadeltulipano.it</a>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=37]]></link>
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	<dc:date>2011-03-20T12:59:55+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Zuppa di farro e cicerchie]]></title>
	<description><![CDATA[<meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="CONTENT-TYPE" />
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<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">Ingredienti per 8 persone : </font> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">500 gr. di  cicerchie*</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">300 gr. di  farro</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">n&deg;  4       foglie di cavolo nero (le pi&ugrave; tenere)</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">n&deg;  1       cipolla</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">n&deg;  1       gambo di sedano</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">n&deg;  1       carota</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">n&deg;  3       spicchi d'aglio</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">n&deg;  8       fette di pane casereccio</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">n&deg;  2       cucchiaini di concentrato di pomodoro</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">qb.         brodo vegetale</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">qb.         trito aromatico rosmarino, salvia</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">qb.         olio extravergine d'oliva</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">qb.         sale e pepe</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2"><br /></font> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">*Legume tipico umbro coltivato prevalentemente nell'Orvietano</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2"><br /></font> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">Procedimento:</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2"><br /></font> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">Mettere a bagno separatamente il farro e le cicerchie per  almeno 12 ore.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2"><br /></font> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">Fate un battuto, tritando finemente cipolla, sedano, carota e due spicchi d'aglio e fate imbiondire in quattro cucchiai d'olio extravergine. </font> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">Aggiungete le cicerchie che avete precedentemente scolato e sciacquato dall'acqua d'ammollo,  fatele rosolare nel battuto e copritele con qualche mestolo di brodo vegetale caldo; proseguite la cottura per una trentina di minuti.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">Aggiungete il concentrato di pomodoro disciolto&nbsp; nel brodo vegetale e quindi il farro anch'esso scolato e sciacquato.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">Aggiungete del brodo caldo e proseguite la cottura per ancora almeno 30 minuti.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">Tagliare a strisce sottilissime le foglie di cavolo nero, unitele al tutto, premurandovi di aggiungere brodo affinch&egrave; la zuppa non si asciughi troppo  e verso fine cottura,  aggingete anche il trito aromatico di rosmarino e salvia.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;">   </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">Intanto fate tostare in forno le fette di pane casereccio e sfregatele abbondantemente d'aglio,  disponendole nella fondina o nel piatto che accoglier&agrave; la zuppa.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">Versate la zuppa caldissima nella fondina ( o nel piatto) e completate con l'immancabile olio extravergine versato a filo.    </font> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=36]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=36</guid>
	<dc:date>2011-03-13T10:43:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Lirio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il Pianeta che cambia, tre grandi mostre in Umbria]]></title>
	<description><![CDATA[Tre grandi mostre dall'American Museum of Natural History of New York
<div><br />
  </div>
<div>Dinosauri - fino al 25 Aprile 2011 a Gubbio, Palazzo dei consoli</div>
<div><span style="line-height: 25px; font-size: 12pt; ">Oltre a fossili originali e ricostruzioni di scheletri, una carrellata di ecosistemi preistorici nei quali i dinosauri hanno vissuto, </span><span style="line-height: 25px; font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">diorami di grandi dimensioni che aiutano a comprendere come il pianeta si sia trasformato e come queste trasformazioni abbiano influito sull’esistenza delle “terribili lucertole”.</span></div>
<div><span style="line-height: 25px; font-size: 12pt; "><br />
    </span></div>
<div><span style="line-height: 25px; font-size: 12pt; ">Clima - fino al 5 Giugno a Perugia, Palazzo Baldeschi</span></div>
<div><span style="line-height: 25px; font-size: 12pt; "><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">La mostra presenta le pi&ugrave; aggiornate ricerche sui cambiamenti climatici e analizza le conseguenze che questi potrebbero avere sul nostro futuro: istallazioni interattive, immagini e diorami</span></span></div>
<div><span style="line-height: 25px; font-size: 12pt; "><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; "><br />
      </span></span></div>
<div><span style="line-height: 25px; font-size: 12pt; "><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Acqua - fino al 15 Maggio ad Assisi, Palazzo Bonacquisti</span></span></div>
<div><span style="line-height: 25px; font-size: 12pt; "><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; "><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; ">Strumenti interattivi e ambienti immersivi come la parete d’acqua che si attraversa per entrare in mostra, fanno vivere ai visitatori l’esperienza diretta dell’importanza dell’acqua nella natura e nella vita quotidiana </span></span></span></div>
<div><span style="line-height: 25px; font-size: 12pt; "><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; "><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; "><br />
        </span></span></span></div>
<div><span style="line-height: 25px; font-size: 12pt; "><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; "><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; "><a href="http://www.ilpianetachecambia.it">http://www.ilpianetachecambia.it</a><br />
        </span></span></span></div>
<div><span style="line-height: 25px; font-size: 12pt; "><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; "><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; "><br />
        </span></span></span></div>
<div><span style="line-height: 25px; font-size: 12pt; "><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt; "><br />
      </span></span></div>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=35]]></link>
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	<dc:date>2011-03-07T15:26:04+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Lo stato delle cose]]></title>
	<description><![CDATA[<meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="CONTENT-TYPE" />
<title></title>
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</style>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1">&ldquo;</font><font size="1"><i>Sono storie, storie che esistono nelle storie, </i></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"> <font size="1"><i>mentre la vita scorre, tanto per citare me stesso,</i></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"> <font size="1"><i>nel corso del tempo, senza bisogno di creare</i></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"> <font size="1"><i>altre storie&rdquo;</i></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">                               <font size="1"><span style="font-style: normal;">Friedrich Munro (Patrick Bauchau)</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><br /></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">&ldquo;</font><font size="1"><i>Sempre la stessa regola che ho cercato di spiegarti,</i></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"> <font size="1"><i>senza un soggetto sei morto, non puoi metter su un film </i></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"> <font size="1"><i>senza soggetto, tenteresti di costruire una casa senza i muri</i></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"> <font size="1"><i>e lo stesso, non puoi costruire una casa senza i muri,</i></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"> <font size="1"><i>un film deve avere i suoi muri, deve avere i suoi muri, lo sai...&rdquo; </i></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><br /></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">                                  <font size="1"><span style="font-style: normal;">Gordon (Allen Goorvitz)</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><br /></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">Mi piace molto chiacchierare di cinema e di tutti i suoi aspetti con il mio carissimo amico Stefano, ma purtroppo non mi capita spesso ultimamente.</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">Di solito ci facciamo guidare da un buon vino rosso e discorrendo e divagando, si fanno volentieri le ore piccole. </font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">L'ultima chiacchierata aveva come argomento Wim Wenders e in particolare il suo film </span></font><font size="2"><i>Lo stato delle cose </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">del</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">1982.</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">Eravamo concordi su di un punto specifico, quel film rappresentava uno spartiacque decisivo per l'autore tedesco.</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">Stefano, che grazie ad una storica retrospettiva al Cinema Alfieri  di Firenze</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">aveva avuto l'opportunita' di vedere i film degli esordi, compreso i primi rarissimi cortometraggi (</span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;">3 Americanische lp's, Summer in the city, Same player shoots again),</span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"> </span></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">ci intravedeva la fine del Wenders</span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;"> </span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">pi&ugrave; intimo e minimale, quello che aveva prodotto i film della trilogia del viaggio: A</span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;">lice nella citta', Falso Movimento e Nel corso del tempo.</span></i></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">Per me rappresentava pi&ugrave; semplicemente il primo film d'autore visto al cinema .</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">In quel periodo Wenders, che come gli altri autori del nascente &ldquo;Nuovo Cinema Tedesco&rdquo;, Werner Herzog e Rainer Werner Fassbinder, aveva nella cultura proveniente dagli Stati Uniti un costante punto di riferimento, ma stilisticamente erano senz'altro pi&ugrave; vicini alla grande tradizione  del cinema Europeo .</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">La ricerca di un nuovo linguaggio stilistico e di un punto di contatto tra i modi di intendere il cinema lo porter&agrave; ad affrontare professionalmente delle durissime sfide, che sfoceranno in quei film  </span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;">  </span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="text-decoration: none;"> &ldquo;<span style="font-style: normal;">dolorosi&rdquo; come </span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;">La lettera scarlatta</span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;"> dal classico</span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;"> di </span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">Nathaniel</span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;"> </span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">Hawthorne</span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;">, L'amico americano </span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">tratto dal romanzo </span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;">Ripley's Game</span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;"> della amata Patricia Highsmith,</span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;"> </span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">e</span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;"> Lampi sull'acqua </span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">dove raccontava in una mistura di fiction e realt&agrave; la malattia e la morte di Nicholas Ray</span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;">, </span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">fino alla travagliata realizzazione di </span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;">Hammet: Indagine a Chinatown  </span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">tratto dal romanzo noir di Joe Gores.</span></span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><br /></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">Proprio a seguito dello stop imposto da</span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;">Francis Ford Coppola</span></span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;">produttore del film, profondamente insoddisfatto da come Wenders  aveva impostato il copione e dalla scelta del casting, si ritrova &ldquo;disoccupato&rdquo;.</span></span></span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;">Raggiunge l'amico regista</span></span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;">Raul Ruiz che stava girando con la sua troupe il film </span></span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;">The Territory </span></span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;">nella</span></span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;">spiaggia atlantica di</span></span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;">Sintra non lontano da Lisbona,</span></span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;"> </span></span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;">portando in dono della preziosa pellicola necessaria per poter terminare la lavorazione visto che la produzione versava in gravi difficolt&agrave; economiche. </span></span></span></font><font size="2"><i><span style="text-decoration: none;"><span style="font-weight: normal;">  </span></span></i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"><span style="text-decoration: none;">  </span></span></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"> </span></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">Un imponente e fatiscente albergo quasi completamente &ldquo;divorato&rdquo;  </font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">dalle mareggiate e quella spiaggia costantemente battuta dal vento e soprattutto la sua situazione emotiva e professionale, gli suggeriscono la sua nuova storia. </font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><br /></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">In un paesaggio desolato si aggirano apparentemente senza meta un gruppo di persone scampate ad un disastro nucleare.</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">Dopo un lungo peregrinare, giungono in una spiaggia battuta dal vento e come d'incanto, con un improvviso cambio di colore(da un color seppia ad uno splendido bianco e nero), ci ritroviamo in mezzo alla lavorazione di un film  e pi&ugrave; specificatamente nel remake di un classico del</span></font><font size="2"><i>la </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">fantascienza </span></font><font size="2"><i>The must dangerous man alive </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">di</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">Allan Dawn, che il regista tedesco  Friedrich(Fritz) Munro (Patrick Bauchau) sta girando in Portogallo.</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">Le riprese si interrompono quando il cameraman(sembra pi&ugrave; il direttore della fotografia, ma nei titoli di coda...) &egrave; Joe Colby</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">(Samuel Fuller)</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">comunica la fine della pellicola ed il conseguente stop della lavorazione del film; Fritz e Colby cercano di rintracciare invano il produttore, ma  Gordon( Allen Goorvitz)</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">&egrave; da giorni irreperibile.</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; text-decoration: none; font-family: Arial;"> <font size="2">Dopo un comprensibile smarrimento iniziale, gli attori e la troupe, senza stipendio n&eacute; mezzi, accettano di aspettare l'evoluzione degli avvenimenti nell'albergo sulla spiaggia dove aveva base la produzione, ognuno impiegando come pu&ograve; l'estenuante tempo libero.</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">Il pi&ugrave; inquieto e provato dalla situazione appare il giovane sceneggiatore Dennis (Paul Getty III).</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">Nel frattempo Colby</span></font><font size="2"><i>, </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">ricevuta la notizia della morte della moglie, da tempo ricoverata in ospedale, rientra a Los Angeles.</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">Fritz si reca nella residenza portoghese di Gordon con la vana speranza di trovare tracce del produttore; vi trova invece Dennis che gli svela alcuni retroscena che lo riguardano personalmente, mostrandogli alcune fasi della lavorazione del film riprodotte su di un computer. </font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">La sera durante la cena, Fritz comunica l'intenzione di recarsi a Los Angeles sulle traccie di Gordon</span></font><font size="2"><i>.</i></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">Arrivato in citt&agrave; Fritz non riesce ad avere notizie utili, sia la segretaria di produzione (Martine Getty) sia l'avvocato (Roger</span></font><font size="2"><i> Corman</i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">) non gli sono d'aiuto.</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">Riesce a scoprire qualcosa solo dopo l'incontro con Karen (Janet</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">Rasack</span></font><font size="2"><i>) </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">la quale lo informa che solo grazie all'apporto finanziario del fidanzato Dennis</span></font><font size="2"><i>, </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">che si &egrave; per questo fortemente indebitato,</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">si sono potute effettuare le ultime settimane  di lavorazione in Portogallo.</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">Comincia a delinearsi il quadro della situazione, che si fa pi&ugrave; chiaro quando Fritz, facendo visita a Colby, scopre che Gordon ha utilizzato  il &ldquo;denaro sporco&rdquo; di una organizzazione criminale per realizzare il film ed ora, insoddisfatti dell'esito, gli stanno dando la caccia con l'intento di ucciderlo.</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">Ma il destino vuole che la sera stessa in un autogrill Fritz si imbatta casualmente nel camper che fa da rifugio a</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">Gordon, il quale lo invita a salire.</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">Cos&igrave;, girovagando senza meta nella Los Angeles notturna, i due hanno modo di chiarirsi e di conversare confrontandosi sulle diverse concezioni e sul significato di &ldquo;Fare Cinema&rdquo;. </font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">All'alba, rientrando all'autogrill, i due si salutano.</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">All'improvviso per&ograve; si sente uno sparo e Gordon si accascia ferito mortalmente.</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">Fritz, preso dal panico, filma intorno a s&eacute; la scena con la sua piccola camera, ma un secondo sparo uccide anche lui.</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">Il film termina con l'immagine di una macchina nera che sfreccia via dalla scena.   </font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><br /></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">&ldquo;</font><font size="2"><i>Le storie sono portatrici di Morte, Todenboten&rdquo;</i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"> recitava Fritz in una delle sue ultime battute del film spiegando cos&igrave; il suo punto di vista &ldquo;Europeo&rdquo; al produttore Americano.</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">I chiari riferimenti alla vicenda personale, il nome stesso del protagonista, omaggio ai due registi tedeschi che hanno trovato fortuna fuori dalla patria ( Friedrich Wilhelm Murnau e Fritz Lang), ne fanno una efficace allegoria del mondo professionale della &rdquo;Settima Arte&rdquo;.</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">La scelta del finale &ldquo;Noir&rdquo; e la presenza come attore  di una icona come Samuel Fuller che gi&agrave; aveva recitato insieme ad  Nicholas Ray, nel suo precedente lungometraggio </span></font><font size="2"><i>L'amico americano, </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">non sono altro che un omaggio personale a quel mondo affascinante e unico.</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">Nel film compare in un cameo, anche il regista della </span></font><font size="2"><i>off </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">Hollywood, Roger Corman.</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">Una curiosit&agrave;</span></font><font size="2"><i>, </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">Wenders ha scelto delle parti non proprio edificanti per i suoi &ldquo;Maestri&rdquo;, cosa che qualche anno dopo fece anche John Landis  nel</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">film</span></font><font size="2"><i> Tutto in una notte</i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">, dove gli spietati killer e criminali di mezza tacca non erano altro che illustri colleghi come Roger Vadim, Paul Mazursky, Lawrence Kasdan, Don Siegel, David Cronemberg</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">e lo stesso Landis, nella parte di un goffo killer arabo.</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><br /></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">Il film che  vinse il Leone d'Oro a Venezia</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">nel 1982 &egrave; affascinante per molti aspetti: la sceneggiatura e lo svolgimento originale della trama, la splendida fotografia affidata al maestro Henri Alekan, direttore di registi del calibro di</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">Marcel Carn&egrave;</span></font><font size="2"><i>, </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">Abel Gance</span></font><font size="2"><i> e </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">Jean Cocteau</span></font><font size="2"><i>,</i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"> la scelta dei protagonisti e la cura minuziosa nella descrizione dei personaggi ne  fanno un piccolo e raffinato capolavoro. </span></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><span style="font-style: normal;">In aggiunta anche una efficace colonna sonora con musicisti come Joe Ely,</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">David Blue</span></font><font size="2"><i> ,</i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">The Del Byzantinees</span></font><font size="2"><i>  e</i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"> soprattutto due canzoni di una delle mie Band preferite degli anni ottanta, gli</span></font><font size="2"><i> </i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;">x </span></font><font size="2"><i>di</i></font><font size="2"><span style="font-style: normal;"> Exene Cervenka e John Doe.</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">Certo questo film rappresenta davvero un cambio di passo del regista, che mette a frutto in pieno le lezioni imparate dall'industria Hollywoodiana, ma non ne rimane totalmente succube.</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2">Anzi, dar&agrave; prova in seguito con il suo &ldquo;ritorno&rdquo; europeo di una pi&ugrave; matura visione delle cose.</font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><br /></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"> <font size="1">&ldquo;</font></font><font size="1"><i>La morte Fritz, non c'&egrave; nient'altro, &egrave; la pi&ugrave; grande </i></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"> <font size="1"><i>storia del Mondo, seconda soltanto alle storie d'amore&rdquo;</i></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1"><br /></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">                            <font size="1"><span style="font-style: normal;">Gordon( Allen Goorvitz)</span></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=34]]></link>
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	<dc:date>2011-01-29T19:08:58+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Lirio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La puina degli Istrorumeni.]]></title>
	<description><![CDATA[<meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="CONTENT-TYPE" />
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</style>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">I primi rumeni della mia vita sono stati croati. Il vento, a Mune, spazza tutta la polvere e tormenta i radi cespugli, questo &egrave; il Carso come doveva apparire agli occhi dei triestini che andavano in gita fino a met&agrave; del 900. Solo che qui non &egrave; esattamente carso triestino, &egrave; Ciceria, e il territorio vicino alla citt&agrave; giuliana &egrave; ormai curato e alberato a gusto della civilt&agrave;. Ma i carsi per natura sono selvaggi e Mune &egrave; una piccola citt&agrave; di selvaggi, per loro fortuna con un nome che voleva dire <i>suora</i>.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">I cici di oggi arrivarono dall’est a spalar carbone. Erano malvestiti e neri, le case modeste, gli slavi fumavano le loro cose a distanza. Nei Balcani &egrave; successo spesso di sgobbare osservati da impassibili fumatori.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">Non interessa a nessuno sapere le ragioni che hanno spinto rumeni in una landa carsica in quella che separa il rigore continentale (Slovenia) dai miti godimenti mediterranei (Croazia), noi siamo stati pi&ugrave; curiosi, allettati dai cibi diversi, dalle musiche. Non siamo mai indifferenti e incazzati coi vicini. Dico noi nel senso di me, mia moglie e un caro amico siciliano venuto a trovarci agli albori della guerra delle Krajne. Fino ad allora, per raggiungere i Cici, passavo dalla Slovenia alla Croazia via Podgorie e Vodize, entravo senza accorgermi in Croazia e poi scendevo per una vecchia strada ancora con le pietre miliari degli italiani, fino a Brest, Olmeto, la porta della Romania slava. Dopo la separazione slovena, nel 91, spunt&ograve; una roulotte a Vodize, i poliziotti croati ci guardavano di sbieco, sonnecchiando, senza chiederci nulla. Dopo un mese cominciarono a chiedere i documenti, dopo ancora un mese la strada fu chiusa. Per raggiungere il micropaese dei Cici si dovevano ormai fare due confini e un giro esagerato tra colli e monti dell’entroterra istriano. Due confini, esattamente come una volta, per raggiungere la Romania attraverso la Jugoslavia.  </font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">I primi rumeni, croati. Non aver da mangiare con s&eacute;, per i Balcani, vuol dire credere in Dio, in tutte le lingue; &egrave; gentilissima preghiera e atto dovuto alla squisitezza umana. Perch&eacute; portarsi da mangiare se ce n’&egrave;? E a Brest, esatto, Brest come quell’altra famosa di Bretagna, a Brest siamo giunti affamati ma senza ansia, una vecchia signora sopraggiunge nell’ora calda, dal basso della via, a chiedere se c’era posta. Non sono il postino, nessuno di noi lo &egrave;. E la vecchia resta un minuto a riposare guardandosi in giro, esitante e dispiaciuta. “Dove si pu&ograve; mangiare, signora?” e riavutasi chiama una bimba in un italiano sdentato per farci scortare a casa di una coetanea, al fondo del villaggio. “Se ha le mucche, avr&agrave; da mangiare.”</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">Ha le mucche e ha da mangiare. La bella signora in bianco e nero ci regala un sorriso e il pane appena sfornato. Ma cacio e <i>puina </i>cio&egrave; la ricotta tenuta da conto in una calza a seccare, sono per comprare. Per noi &egrave; anche un mestolo di pasta scotta. La sua stanza la letto &egrave; l’universo mondo. Il letto, la stufa, il com&ograve; coi cassetti per la <i>puina</i>, le mensole per il formaggio, il tavolo per il pane, il focolare per il calderone. Calderone piccolo, in verit&agrave;. La signora governa due mucche. Si mangia parlando della guerra. Si parla guardando la dolina e la piccola Romania che da qui si vede tutta. “E siete di Sicilia…”, s&igrave;, siamo di Sicilia, ma ce ne siamo dimenticati, perch&eacute; quando vola sul mondo all’uccello non basta pi&ugrave; il nido, “Siete di Sicilia come Giovanni, di <i>Caltanisetta</i>…” e il mio amico si perde in quel lungo nome di nido, “Come Giovanni che dopo l’armistizio mio padre lo prese in stalla per salvarlo…” e ci guardiamo imbarazzati e impediti dal credere, “Come Giovanni che mi ha scritto le lettere pi&ugrave; belle e che non ho pi&ugrave; rivisto.”</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">I primi rumeni sono una signora e due mucche, croate. Una signora che parla l’italiano della scuola elementare del Regno d’Italia. I rumeni di Croazia, dell’Istria Bianca, assieme ai Morlacchi arrivarono qui spinti dai Turchi e mischiandosi coi ladini d’Istria, fecero nascere una lingua matta, l’istrorumeno. Facevano e vendevano carbone. Rubavano bestiame. Si facevano odiare per poi farsi amare donando gioia agre. Scambiavano formaggio e carbone con il vino della Bassa, per farne formidabile aceto. Una piccola ricchezza ai piedi di quella montagna che i bambini immaginavano gi&agrave; Carpazi, il Planik.  </font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">La donna racconta la sua storia, il piatto in mano, gli occhi lustri. E’ bellissimo commuoversi cibandosi. Se poi il tramonto &egrave; di fuoco, &egrave; sublime piangere come vitelli ruttando e sbuffando. Facendo finta di essere grandi, abbiamo 5 o 6 anni. La sua &egrave; una storia d’amore antico sopravvissuto, come il piccolo ritratto di un fante, con i fumi e gli odori della <i>puina</i>.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">La <i>puina</i> &egrave; la ricotta, sempre presente e da sempre sulle tavole dell’Istria. Non &egrave; da considerarsi un vero e proprio formaggio, perch&eacute; si ottiene dal <i>zor</i>, cio&egrave; dal latte che rimane dopo aver fatto il formaggio. A questo <i>zor</i>, rimasto nella <i>stagnada</i> dopo la produzione del formaggio, si aggiunge fino a mezzo litro di latte ed il tutto viene fatto bollire ad 80° C. A questa temperatura le proteine cominciano a separarsi e formano in superficie un lago increspato da piccoli fiocchi. All’apparire di questa fioritura viene interrotto il mescolamento e viene sospesa la cottura. Con una schiumarola viene estratta la <i>puina</i>, che viene messa solitamente in un sacchetto di garza bianca dove asciugher&agrave; prendendo la tradizionale forma ovoidale. Ma questa <i>puina</i> di oggi &egrave; estratta da una vera e propria calza femminile, coerentemente custodita e messa in serbo in un cassetto.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">Mangiato e asciugate le lacrime, la buona signora non metter&agrave; fine allo strazio. Sa poche cose delle sue radici singolari, imparate nell’unica scuola del Regno che insegnava la lingua rumena. E sa questa favola che raccontava pap&agrave;:</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">Un uomo era molto povero e non aveva da dare da mangiare ai suoi figli, e cosa pens&ograve;, che uccider&agrave; un figlio per sfamare gli altri.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">And&ograve; nel bosco con la scure per tagliare la legna, con la quale avrebbe cucinato quel ragazzo che avrebbe ucciso per darlo da mangiare agli altri.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">Il Signore e San Pietro lo incontrarono dove tagliava la legna. Il Signore gli chiese: “Cosa vuoi fare con questa legna?” Lui si vergogn&ograve; di dire la verit&agrave;, e perci&ograve; non disse nulla.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">Allora il Signore disse: “Io lo so cosa pensi di fare”. Il povero disse “Io sono molto povero, voglio uccidere un figlio e poi cucinarlo affinch&eacute; gli altri non mi muoiano di fame”.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">Perci&ograve; il Signore disse: “Vai a quella quercia e colpisci il tronco con la scure, ma solamente per due volte”.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">And&ograve; alla quercia e la colp&igrave;. Allora scorsero fuori dalla quercia soldi.  </font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">La colp&igrave; la seconda volta; allora scorsero fuori ancor di pi&ugrave; soldi. E lui colp&igrave; ancora per una terza volta senza rispettare l’ordine. Il Signore gli disse: “Perch&eacute; hai fatto di pi&ugrave;, di quello che ti avevo ordinato?” Ma lo perdon&ograve; perch&eacute; sapeva che era povero. Ed egli &egrave; andato a casa coi soldi.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">E si &egrave; fatto una grande ricchezza ed anche una grande casa e si &egrave; aperto una locanda.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">Io non so quanto tempo dopo, &egrave; arrivato il Signore e San Pietro chiedendo di avere un posto da dormire. Ma egli ha detto loro che non aveva posto per farli dormire.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">La seconda volta ha mandato San Pietro indietro affinch&eacute; lo preghi di lasciarli dormire. Ed il servitore ha detto al padrone che quei poveracci sono ritornati per pregare se li lasciava dormire.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">Lui disse che potevano dormire la dove dormono i maiali nel porcile. Quella notte il servitore aveva dormito male ed aveva visto il porcile dove loro dormivano.  </font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">Quel porcile non aveva mai avuto un cos&igrave; bell’aspetto come quella volta ed il servitore and&ograve; dal padrone e disse: “Padrone, non ho mai visto una tale bellezza come quella che era nel nostro porcile.  </font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">Il padrone disse: “Vai da loro e digli che lascino che rimanga sempre cos&igrave; bello”. Il Signore disse: “Vai da lui e digli al tuo padrone che &egrave; un maiale e che un maiale sar&agrave;”.  </font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">E questa volta rimase un maiale.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3"><i>Il testo di questo racconto in istrorumeno &egrave; tratto da “Graiul nostru” – texte din toate partile locuite de români – publicate de I.A. Cadrea Ov Densusianu, Th. D, Sperantia – Ed. “Ateliere Grafice Socec &amp; Co, Societate Anonima – Bucure&#351;ti 1908 pag. 157/158</i></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=32]]></link>
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	<dc:date>2010-12-13T14:38:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>alessandro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Saltimbocca alla maniera del Piandimarte]]></title>
	<description><![CDATA[<meta http-equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8" />
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<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">Ingredienti :(per 4 persone)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">n&deg;8    fettine di vitello(noce o scamone)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">80 gr  pecorino romano grattuggiato</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">30 gr. uvetta sultanina</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">n&deg;8    fettine di guanciale tagliato sottile</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">qb.    sale e pepe</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">qb.    vino rosso</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">qb.    trito aromatico (salvia timo e rosmarino ed uno spicchio d'aglio)</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">Procedimento:</p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><br /> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">Fate rinvenire l'uvetta in mezzo bicchiere di vino rosso.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">Appiattite le fettine con il batticarne senza sfibrarle troppo (&egrave; utile interporre un foglio di pellicola trasparente).Allineate le fettine spolverizzandole leggermente di sale e pepe e confezionatele come segue:</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">Prima stendetevi sopra la fettina di guanciale, quindi un cucchiaino colmo di uvetta, un cucciaino di trito aromatico ed uno di pecorino grattuggiato.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">Arrotolate e legate bene con del filo da cucina.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><br /> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">Allineateli in un tegame con coperchio preferibilmente un coccio e bagnateli con del vino rosso ed un filo di olio extravergine, cuoceteli in forno caldo a 180&deg; per 45 minuti.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">Dopodiche' togliete il coperchio, rigirateli e proseguite la cottura senza coperchio per altri 15 minuti.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><br /> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">Serviteli caldissimi.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><br /> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><br /> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=30]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=30</guid>
	<dc:date>2010-11-28T12:38:02+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Lirio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Peposo di Cinghiale con le castagne]]></title>
	<description><![CDATA[<meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="CONTENT-TYPE" />
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<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 11pt;"><i>Ingredienti:</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 10pt;"><i>1,5 kg.  di polpa di cinghiale giovane tagliata a cubetti</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 10pt;"><i>1   kg.  di castagne (o 500 gr.di castagne secche)</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 10pt;"><i>2 	   cipolle</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 10pt;"><i>2        spicchi d'aglio</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 10pt;"><i>1    	   gambo di sedano</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 10pt;"><i>2        carote</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 10pt;"><i>3   dl.  di brodo di carne</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 10pt;"><i>2   dl.  di vino rosso	</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 10pt;"><i>qb       di bacche di ginepro,semi di finocchio, chiodi di garofano</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 10pt;"><i>qb       di sale e pepe</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 10pt;"><i>3        cucchiaini di concentrato di pomodoro</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 10pt;"><i>qb       di trito aromatico a piacere (salvia ,rosmarino, timo...) </i></font> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1"><br /></font> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 11pt;"><i>Procedimento:</i></font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1"><br /></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 11pt;">Preparate un soffritto classico con cipolla sedano carote e aglio e lasciate appassire.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 11pt;">Tuffate la carne nel soffritto (marinatela una notte nel vino ed aromi ,solo nel caso non siate sicuri dell'eta dell'animale) e fatelo rosolare.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 11pt;">Bagnate con del buon vino rosso e lasciatelo evaporare,  aggiungendo poi, le bacche i chiodi e i semi precedentemente pestati nel mortaio ed una abbondante macinata di pepe .</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 11pt;">Versate del brodo caldo ed il concentrato di pomodoro diluito nello stesso e proseguite la cottura per una buona ora.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 11pt;">Nel frattempo, pulite le castagne e tuffatele per qualche istante nell'acqua bollente.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 11pt;">Scolatele e raffreddatele;rimuovete le pellicine e dividetele in due o in quattro a seconda della grandezza (se usate quelle secche, fatele rinvenire in acqua fredda qualche ora prima).</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 11pt;">Unitele alla carne e proseguite ancora la cottura per almeno un altra ora, aggiungendo brodo caldo se necessario.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 11pt;">A cottura quasi ultimata, salare ed aggiungere il trito armatico ed un'altro pizzico di pepe macinato fresco.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 11pt;">Servire caldissimo, accompagnato magari da gnocchi di patate o da una fumante polenta.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal;"><br /> </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=29]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=29</guid>
	<dc:date>2010-11-06T23:32:10+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Lirio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Palombella rossa]]></title>
	<description><![CDATA[<meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="CONTENT-TYPE" />
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<p align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">   </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"><font size="1">&ldquo;</font><font size="1" style="font-size: 9pt;">Vago, divago, come il dr. Zivago</font></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"><font size="1" style="font-size: 9pt;">io mi sbraccio e non mi vedi,</font></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"><font size="1" style="font-size: 9pt;">cerco mani  e spesso trovo piedi,</font></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"> <font size="1" style="font-size: 9pt;">cerco fumi e trovo lumi che mi bruciano,</font></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"> <font size="1" style="font-size: 9pt;">ed io so bene che le cicatrici restano&rdquo;</font></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"><font size="1">&ldquo;</font><font size="1" style="font-size: 9pt;">Autodaf&egrave;&rdquo; Frankie Hi Nrg Mc&ldquo;</font></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"><font size="1">&ldquo;</font><font size="1" style="font-size: 9pt;">Comunista italiana osa</font></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"><font size="1" style="font-size: 9pt;">annegata guada vorticosa</font></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"><font size="1" style="font-size: 9pt;">aggiornata storia decorosa</font></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"><font size="1" style="font-size: 9pt;">moderata  rivoltosa</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"><font size="1" style="font-size: 9pt;"> &ldquo;                                                                                                    &rdquo;Huligani Dangereux&rdquo; CCCP</font></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"><font size="1">&ldquo;</font><font size="1" style="font-size: 9pt;">Qualcuno era comunista perch&eacute; la borghesia,</font></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"><font size="1" style="font-size: 9pt;">il proletariato, la lotta di classe,facile no...&rdquo;</font></p>
<div style="text-align: left;"> </div>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial; text-align: left;"><font size="1">&ldquo;</font><font size="1" style="font-size: 9pt;">Qualcuno era Comunista&rdquo; Giorgio Gaber</font></p>
<p align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><br /> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">Raccontare la crisi personale e politica di un giovane dirigente  del Partito Comunista Italiano e contemporaneamente quella ideologica di una classe politica, di un elettorato e di un   intero sistema sociale, usando come allegoria una interminabile partita di pallanuoto, mi &egrave; sembrata da subito un idea geniale.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">Nanni Moretti nel suo celeberrimo </font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>Palombella Rossa</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"> del 1989, usa proprio il suo sport praticato sino al professionismo, che come ha pi&ugrave; volte dichiarato non ha mai amato del tutto; uno sport molto fisico, duro e faticoso, che come recita una battuta del film, &ldquo;non &egrave; per signorine&rdquo; (Non so che cosa ne pensino le nostre campionesse del Sette rosa!).</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">La storia &egrave; complessa e comincia con un incidente stradale occorso al protagonista Michele (Nanni Moretti). Rimasto illeso fisicamente, comincia per&ograve; ad accusare dei vuoti di memoria.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">Partono cos&igrave; una serie di flashback che ci delineano il personaggio.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">Michele infatti &egrave; dirigente del P.C.I che durante una tribuna politica televisiva, si appresta a comunicare una importante presa di posizione.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">Lo ritroviamo subito dopo a seguito di una squadra di pallanuoto, la RN Monteverde allenata da Mario (Silvio Orlando), in procinto di recarsi ad Acireale per disputare una gara decisiva per le sorti del campionato.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">Nella piscina Michele viene a contatto con una serie di personaggi che lo incalzano con motivazioni diverse.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">Due &ldquo;compagni&rdquo; (Alfonso Santagata e Claudio Morganti) ossessivi ed irascibili, che gli portano in dono dei prelibatissimi dolci.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">Un teoretico e farneticante sindacalista (Luigi Moretti), una giovane giornalista alle prime armi che lo tempesta di domande banali (Mariella Valentini), un arbitro arrogante (Eugenio Masciari), Simone un giovane cattolico (Mario Patan&egrave;) che tenta di redimerlo, un ex compagno di infanzia (Fabio Traversa) che lo invita insistentemente a ricordare un episodio rimosso dal passato.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">Comincia la partita e per il Monteverde si mette subito male, la squadra di casa dilaga, anche grazie alle prodezze del temutissimo giocatore ungherese Imre Budavari (un autentico giocatore, nella parte di se stesso), mentre Michele naufraga tra i ricordi del passato e le incombenze del presente. Affiorano teneramente  quelli dell'infanzia, le sue prime esperienze in vasca accompagnato da una madre silente (Luisanna Pandolfi), mentre il padre (Marco Messeri) compare in un'unica gustosa scena, quando, a seguito di un furto di dolciumi di cui &egrave; vittima il figlio dei vicini di casa, rimprovera severamente il piccolo Michele, prospettandogli il carcere come unica espiazione della sua colpa.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">A seguito della squadra c'&egrave; anche la figlia Valentina (Asia Argento), che pur avendo un naturale conflitto generazionale con il padre ne asseconda amorevolmente le ossessioni. In questo scenario surreale la partita va avanti, gli spalti si riempiono del pubblico di casa che incita rumorosamente i propri beniamini, mentre si susseguono le sequenze memorabili.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">Michele guarda commosso una scena del film il  </font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>Dr. Zivago</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"> di David Lean, perennemente trasmesso dalla tv del piccolo bar della piscina, salutando con un convinto pugno chiuso la reazione orgogliosa di Julie Christie alla feroce aggressione verbale del &ldquo;perfido&rdquo; Rod Steiger. Poi si scontra con l'evanescente giornalista sull'importanza delle parole, reagendo violentemente al solo sentire pronunciare le parole &ldquo;cheap&rdquo; e &ldquo;trend negativo&rdquo;. Subito dopo, gli vengono presentati tre fantomatici  &ldquo;santoni&rdquo;: quello di Mario (Remo Remotti) un silenzioso ex nazionale di Pallanuoto e contemporaneamente di basket (assai improbabile, direi), quello del giovane cattolico, un teologo(il regista Raul Ruiz) con una strana teoria basata sul silenzio (&ldquo;ogni silenzio,un goal&rdquo;) e quello dell'arbitro, che in realt&agrave; &egrave; il suo psicanalista (Giovanni Buttafava) che seguendolo passo per passo ne influenza anche le decisioni arbitrali. Ad un certo punto, uno dei giovanissimi aggregati alla squadra del Monteverde, in una pausa di gioco, fa partire un nastro... </font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;">&ldquo; <font size="2" style="font-size: 9pt;"><i>Hey little girl is your daddy home </i></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><i>Did he go away and leave you all alone </i></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><i>I got a bad desire </i></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><i>I'm on fire </i></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><br /> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><i>Tell me now baby is he good to you </i></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><i>Can he do to you the things that I do </i></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><i>I can take you higher </i></font> </p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 9pt;"><i>I'm on fire...&rdquo;</i></font></p>
<p align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><br /> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">La voce del &ldquo;boss&rdquo; Bruce Springsteen si impadronisce per qualche minuto della scena, in un silenzio irreale interrotto solo dal ritornello &ldquo;cantato&rdquo; da un emozionatissimo Mario.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">La partita riprende e come d'incanto la squadra, spinta da un motivatissimo Michele, comincia una insperata rimonta, sino ad ottenere un rigore agli ultimi secondi dell'ultimo periodo, che potrebbe capovogere le sorti della partita.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">Michele si incarica di batterlo.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;">Nella lunga sequenza del rigore finale succede di tutto; prima di tirare la sua attenzione viene distratta dalla tv del bar che trasmette il drammatico finale del </span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>Dr.Zivago</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;">, partecipando emotivamente con tutti gli spettatori alla straziante scena, dove un agonizzante Omar Sharif vede allontanarsi per sempre il suo perduto amore.</span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;">Poi, in un'altro flashback della tribuna politica in tv, sfugge ad una provocatoria domanda del giornalista pi&ugrave; irriverente (Mario Schiano) cominciando ad intonare (si fa per dire), seguito in coro da tutti gli spettatori avversari, la splendida canzone </span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>E ti vengo a cercare</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;"> di Franco Battiato tratto dal suo album </span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>Fisiognomica</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;"> del 1987.</span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">E subito dopo, a causa di una fatale indecisione sulla direzione del tiro (destra o sinistra?) fallisce il rigore nel silenzio che doveva annunciare il gol (secondo la teoria del teologo).</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">Michele smarrito, viene consolato solo dal portiere avversario e mentre gli spettatori festeggiano con il rituale tuffo in piscina, si lascia andare ad uno sfogo isterico.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">Mentre ritorna a casa con la figlia Valentina, sbanda con l'auto finendo fuori strada; questa volta per&ograve;, l'incidente &egrave; fatale.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">In un finale onirico, i due escono dalle lamiere contorte e assistono insieme ad altre persone al sorgere &ldquo;del Sol dell'avvenire&rdquo; (di cartone su di una struttura di legno). Mentre protendono le braccia verso il sole, l'inquadratura stringe sulla madre e su Michele bambino (Gabriele Ceracchini), che si lascia andare ad una risata beffarda.</font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><br /> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;">In questo film Nanni Moretti ha investito molto, non solo economicamente (&egrave; il primo film da lui diretto ed interpretato ad essere prodotto dalla Sacher film) ma anche mettendosi in gioco  emotivamente. </font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;">Ha scelto la memoria come filo narrativo, giocando con l'alternarsi tra presente e ricordi, tra memoria storica e personale; nel film vengono usate per descrivere i primi passi in politica le immagini del suo primo cortometraggio che si intitola </span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>La sconfitta</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;">, datato 1973.</span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;">In questo mosaico corale ha raccontato il suo travaglio   personale politico e culturale, oltre ad aver colto perfettamente un senso di smarrimento collettivo nel popolo della sinistra. Quello che racconter&agrave; pi&ugrave; precisamente nel passo successivo filmando le discussioni interne nelle sezioni del P.C.I., che sfoceranno nell'abbandono dei vecchi simboli del passato e lo scioglimento definitivo del Partito Comunista Italiano. Il film si chiama </span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>La cosa</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;"> ed &egrave; del 1990.</span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><br /> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;">Moretti compie un altro gesto forte: scegliendo l'autoproduzione  dopo il successo di </span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>La messa &egrave; finita</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;">, d&agrave; un segnale  all'industria cinematografica e tenta di dare senso compiuto alla sua piccola utopia autarchica.</span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;">La Casa di produzione era nata due anni prima, grazie all'apporto  di Angelo Barbagallo. La Sacher Film  aveva prodotto fino ad allora  gli esordi di due giovani promesse del cinema italiano, rispettivamente di Carlo Mazzacurati con il film </span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>Notte Italiana</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;"> e di Daniele Lucchetti </span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>Domani accadr&agrave;</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;"> (entrambi i registi sono presenti in </span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>Palombella rossa</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;"> con un piccolo cameo). Sforzi produttivi che hanno ottenuto un discreto riscontro di critica e pubblico. </span></font> </p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;">Palombella rossa fu presentato a Venezia nella sezione  </span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>Settimana</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;"> </span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>della Critica</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;"> Il film, che era stato snobbato dalla commissione ed era fuori concorso, ottenne un insperato successo di pubblico e di critica</span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>, </i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;">vincendo il </span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>Nastro d'argento </i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;"> e numerosi altri premi nazionali ed internazionali.</span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;">Rimane comunque un film controverso, nevrotico e sofferto, ma &ldquo;sincero come una tegola in testa&rdquo;, come recita la recensione presente sul </span></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><i>Dizionario dei film</i></font><font size="2" style="font-size: 11pt;"><span style="font-style: normal;"> del Morandini, nell' edizione del 1999.</span></font></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-family: Arial;"><br /> </p>
<p align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1">&ldquo;</font><font size="1" style="font-size: 9pt;"><i>Qualcuno era comunista perch&eacute; aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo. </i></font> </p>
<p align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 9pt;"><i>Perch&eacute; sentiva la necessit&agrave; di una morale diversa.</i></font></p>
<p align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 9pt;"><i>Perch&eacute; forse era solo una forza, un volo, un sogno era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.</i></font></p>
<p align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1" style="font-size: 9pt;"><i>S&igrave;, qualcuno era comunista perch&eacute;, con accanto questo slancio, ognuno era come&hellip; pi&ugrave; di s&eacute; stesso.&rdquo;</i></font></p>
<p align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="1">&ldquo;</font><font size="1" style="font-size: 9pt;"><i>Qualcuno era comunista&rdquo; Giorgio Gaber</i></font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=27]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=27</guid>
	<dc:date>2010-10-28T15:39:49+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Lirio</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Biancomangiare di mandorla un po' scuro di cannella     ]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; font-family: Times New Roman;"><font size="3">Eccoci ad Avola. E lo dico subito: &egrave; come trovarsi nel cuore di una citt&agrave; esplosa resa mare di casupole tutte uguali di spropositata monotonia. Da un punto di vista diciamo turistico, la visita si risolve per l'interesse fornito dalla sua planimetria; io ci vengo perch&eacute; per San Sebastiano c'&egrave; grande festa e i <i>nuri</i> di Avola, che nudi pi&ugrave; non sono, corrono ancora come posseduti per sciogliere il loro voto gi&agrave; ancor prima dell'alba. Questo &egrave; per il folclore. Poi ci vengo per dintorni come Cavagrande, Avola Antica, il mare della Marchesa e di Contrada Gallina, luoghi che suggeriscono intime erezioni ma… ma Avola rimane all'ombra di tutto questo un luogo mostruosamente sgraziato, comunque caotico e polveroso, n&eacute; paese n&eacute; altro. Avola &egrave; conosciuta localmente per la <i>zita</i> d'Avola, la fidanzata di Avola che, talmente bacchettona, non riusciva mai a piegarsi in nessuna situazione, nemmeno nel giorno del matrimonio per entrare in macchina. I giovani baldi avolesi non son capaci di far nulla a detta dei proverbi, nemmeno di portare con s&eacute; il corpo dell'amato San Corrado, morto in terra di nessuno tra Avola e la pallosissima Noto. San Corrado “si fece” invece leggero leggero alla vista di quei vecchiardi notigiani che vennero a prenderselo.

E ci vengo soprattutto per un amico, Nzulu Coffa.

Avola &egrave; un posto cos&igrave;, che fa una fatica immane per ritagliarsi una logica di vita. In parte senza storia in una Sicilia che si sente antica, rasata da un terremoto le cui memorie sopravvivono dopo tre secoli. E ancora per dispetto a Noto, la vicina rinata in pompa magna, tanto moderna da annullare ogni passione storica, per dispetto dicevo, concorre alla lavorazione delle paste di mandorla, in realt&agrave; a ben ragione visto che il suo territorio &egrave; autenticamente un immenso mandorleto. Paradiso dove fiorisce la qualit&agrave; di mandorla pi&ugrave; pregiata al mondo, la <i>pizzuta</i> o “Avola Scelta”. Qui i pasticceri si sono arresi all’ostilit&agrave; di tutta una provincia; Avola &egrave; voluta male ma io credo per subdola invidia, dal momento che questo &egrave; il territorio pi&ugrave; produttivo e industrioso del sudest siculo.

La prima volta che ho conosciuto Nzulu &egrave; stato al circolo, giocava a carte.

Dopo la distruzione dei vigneti a causa della Fillossera nacque ovunque l'esigenza di trovare una coltura alternativa e di questo problema qui si fece carico Giuseppe Bianca, eminente botanico, il quale individu&ograve; nel mandorlo l'alternativa alla coltivazione della vite.

Fece studi approfonditi sulle variet&agrave; gi&agrave; presenti nel territorio, ma anche sulle variet&agrave; diffuse in Puglia, Campania e Sardegna e su quelle presenti nei paesi di origine della pianta: Siria, Armenia, Asia Minore. 

Nel corso di questo lavoro, Bianca individu&ograve; delle variet&agrave; che mostrarono segni di compatibilit&agrave; genetica, per cui speriment&ograve; delle ibridazioni fra variet&agrave; simili ottenendo risultati diversi e tra questi una pianta che mostrava segni di particolare pregio e la chiam&ograve; <i>Pizzuta</i> per la particolare forma appuntita schiacciata e allungata del seme.

Individu&ograve; un'altra propriet&agrave; che mostrava caratteristiche diverse di forma rotonda, di media lunghezza e panciuta, affidandone la coltivazione alla famiglia Romano di Avola dalla quale deriva il nome.

Individu&ograve; una terza variet&agrave; che mostrava caratteristiche tra la <i>Pizzuta</i> e la Romana che chiam&ograve; <i>Fascionello</i>.

Tanti anni fa entrai al circolo e chiesi di Nzulu Coffa. Il traffichino all’ingresso urla  il nome rivolto alla sala e tra un centinaio di giocatori se ne alzano almeno una ventina. Poi dico: il pescatore. E ne rimangono cinque. Poi: quello che scrive canzoni sul mare. Restano lui e i suoi due figli. Gli chiedo se mi avrebbe cantato qualcuna di queste canzoni. E cos&igrave; la sera mi invita a cena. Sua moglie ci accoglie in un antro profumato di mandorle, limoni e cannella: tutto intorno a me era puro oriente. 

“Vi faccio il biancomangiare!” E’ bella, trionfante e sicura del successo. E’ una donna che ha lottato sempre pazientemente con la rabbia del libeccio e l’asfissia dello scirocco. Subdoli travestimenti della morte per prendersi i suoi affetti vivi. Anche i figli escono con le barche. 

Ascolto i canti di Nzulu ma non riesco a staccare gli occhi dalla donna. Ai sui arnesi poveri, un pentolino, un cucchiaio di ulivo, un mestolo, un fazzoletto e una bacinella, si &egrave; aggiunto un marchingegno meccanico a manovella: <i>a machinedda</i> per tritare le mandorle. E’ di fabbricazione ceca, qui ce l’hanno tutti, in casa, ricorda un macinacarne. Ho pensato: siamo passati dall'et&agrave; della pietra a quella del pane. E poi, culturalmente, di nuovo a quella della pietra. Lo penso ogni volta mi ritrovo in una situazione cos&igrave; umana. Il pane che ci nutre oggi &egrave; duro come la pietra! <i>Pani duru e cuteddu ca nu tagghia</i>, il massimo della sfiga a proverbi. Il marito cantava e la donna spremeva la granella di mandorle con gesti piacevoli. 

Oggi torno da Pantalica per attaccare Avola dall’alto. Ho lasciato alle spalle gli ultimi Iblei e la necropoli ad alveare, dove tutto ricorda il miele pi&ugrave; cantato della storia. Chi ama queste campagne sa che non pu&ograve; viverci: la sedentariet&agrave;, qui, &egrave; destinata ai paesi, grossi paesi che sembrano estrusi dalla stessa pietra carsica. I grossi centri dell’interno, a vederli da lontano, scompaiono mimetizzati. In una affascinante illusione, coincidono con la pietra e nel paesaggio che ti si offre non li pensi. Avola &egrave; gi&ugrave;, in pianura, tra giardini e a un passo dal mare. La distingui per forza. E i sentimenti ti assalgono confusi.

Abbraccio i miei amici e mi metto all’opera, nell’ultimo scambio di lettere abbiamo pattuito che questa volta lo faccio io, il biancomangiare.

A cosa bisogna pensare per far bene da mangiare? Quando faccio questo dolce io penso ai seni. Non necessariamente a quelli della mia amica. E con Nzulu concordiamo nel fatto che ci tocca pensare “sempre a quello” per evadere dalla monotonia della disperata accidia siciliana e per rimuovere la violenza sempre in agguato che questa accompagna.

Per fare il biancomangiare bisogna partire dalla squisita mandorla di Avola, sbucciarla dopo averla sbollentata, tritarla con la <i>machinedda</i>, imprigionarla in un bel fazzoletto meglio se di lino e spremerla, mungerla, strizzarla come fosse quella cosa l&igrave;; insistere con gesto guidato dal desiderio, in un litro di acqua fresca, fino a ottenimento di un bianco, denso e profumato latte. Cos&igrave; l’acqua &egrave; primo attore di un soave miracolo.  

A questo umore ottenuto, bisogna aggiungere latte, zucchero, amido, una stecca di cannella e la buccia di un limone. Le proporzioni sono quelle della tradizione. 

Sebbene mi venga bene pensare ai seni, il mio biancomangiare non vale quello della signora Coffa. L’amico mi rincuora con le risate e il vino robusto. Ci sono pochi piaceri migliori del ridere con un amico su qualche dispiacere; Elliot mi &egrave; venuto in mente cos&igrave;, bene e all’improvviso. Nzulu mi incoraggia, nel solito modo in cui si augura ad altre persone quello che si vorrebbe per s&eacute;: a lui non viene bene neanche la pasta al burro. 

Credo che il momento pi&ugrave; critico sia quando si affida al fuoco l’addensarsi del liquido. Le donne sanno farlo in modo impareggiabile perch&eacute;, si &egrave; gi&agrave; detto, hanno nella memoria le cotture a fiamma viva, alimentata, come si conviene, direttamente dal legno. Lei pensa a questo quando il cucchiaio rimesta nel pentolino, me lo ha detto, ricorda il gesto della madre; io in quel frangente ho il ricordo, a lei inconfessabile ma ancora fresco della poppa, bianca, appena ombrata di cannella.
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=26]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=26</guid>
	<dc:date>2010-10-21T11:43:58+01:00</dc:date>
	<dc:creator>alessandro</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Tagliatelle con farina di castagne, zucca e salsiccia]]></title>
	<description><![CDATA[<meta http-equiv="CONTENT-TYPE" content="text/html; charset=utf-8" />
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<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">Per la pasta:</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">400 gr. di farina di castagne</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">200 gr. di farina integrale</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">200 gr. di farina 0</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">n&deg;6        uova</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">qb.        sale</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">Per il condimento:</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">n&deg;10       Salsicce tipo toscano (anche umbro)</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">n&deg;1        Zucca gialla di medie dimensioni</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">n&deg;1        Cipolla</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">n&deg;2        spicchi d'aglio</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">qb.        Alloro, salvia e rosmarino</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">qb.        olio extravergine d'oliva</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2"><br /></font> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">Formate una fontana con le tre farine,rompete e le uova aggiungete  un pizzico di sale ed impastate come al solito. Lasciate l'impasto a riposo per una mezz'ora coperto da uno strofinaccio.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">Dopodich&egrave; procedete alla confezione delle tagliatelle come da tradizione.L'unico accorgimento che consiglio &egrave; di formarle un po' pi&ugrave; spesse del solito(visto la consistenza che assume l'impasto) . </font> </p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">Lasciarle asciugare.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">Nel frattempo fate sbianchire le salsicce in acqua bollente aromatizzata con due spicchi d'aglio e qualche foglia d'alloro.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">Scolatele e raffreddatele in acqua .Tagliate la zucca a dadini ed appassitela insieme alla cipolla affettata sottilmente,in olio extravergine caldo.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">Tagliate la salsiccia a rondelle per poi tuffarla nella zucca.Innaffiate con del buon vino bianco e dopo una mezz'ora aggiungete un trito fresco di rosmarino e salvia.Cuocete le tagliatelle in abbondante acqua salata e dopodich&egrave; saltatele nel condimento.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; font-family: Arial;"><font size="2">Un aggiunta di olio extravergine a filo per completare.</font></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">               </p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.piandimarte.it/dblog/articolo.asp?articolo=25]]></link>
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	<dc:date>2010-10-03T10:17:41+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Lirio</dc:creator>
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