La storia

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annibale“Pian di Marte, che bel nome di guerra!”

scrive di noi Paolo Rumiz (La Repubblica 9 Agosto 2007), da sempre infatti una suggestione immediata rimanda al dio della guerra.
La denominazione Piano di Marte, Pian di Marte, o anche Piandimarte per il Comune di Passignano, è in realtà di origine molto antica e controversa.
Che nella zona del “Piano di Marte” (magari proprio in cima al Poggio!) vi fosse un tempio dedicato al dio, è l'ipotesi più accreditata dagli storici del Seicento; la ricerca ottocentesca, invece, si concentra dapprima su una battaglia che si sarebbe svolta qui tra i Romani e i Galli nel lontano V secolo prima di Cristo, ma presto le opinioni convergono sui fatti collegati alla sconfitta romana ad opera di Annibale.

Certo è che la grande battaglia del Trasimeno, il 24 giugno 217 a.C., segna indelebilmente la memoria delle colline a nord del lago. Nel vicino territorio di Tuoro, Annibale tende l'agguato al console Flaminio e travolge l'esercito romano, sembra però che parte della cavalleria romana sia riuscita a sfuggire all'ecatombe e a rifugiarsi in questa valle appartata. Tuttavia Maarbale, luogotenente di Annibale, li insegue e infine i romani superstiti muoiono tutti per mano degli inseguitori o anche solo di ferite e di stenti.

“... buona parte di colloro che, cacciati da vincitori feriti et stracchi, si riducessero in un piano oggi detto volgarmente il Pian di Marte, et che quivi dalla fatiga del corrare et dalle ferite ne morisserno gran quantità et che perciò quel luogo venesse detto il Pian di Morte et non di Marte, como si dice oggi forsi per scorretion del vocabulo. Questo è un luogo molto bello et molto coperto circondato per tutto d'alti monti, bagnato da più fiumi et più torrenti...” C. Piccolpasso. Le piante et i ritratti delle Città e Terre dell'Umbria sottoposte al governo di Perugia, Roma, 1963.

La tradizione popolare, ricordando quei fatti di sangue, parla anche di “piano dei martiri”, e ci lascia due segnali preziosi sul territorio: la “fonte di Annibale” detta anche “fonte d'argento” e la “Casa delle vedove” dove voce di popolo vuole si ritrovassero le mogli dei legionari caduti.

I clamori e i dolori della guerra sono ormai lontani, a noi piace guardare il Pian di Marte dal Poggio, i campi coltivati e le mucche al pascolo, e lasciare che dell'antico dio romano rimanga l'eco suggestiva del nome.

Paolo Rumiz a Pian di Marte sulle orme di Annibale

Articolo di Repubblica (.pdf)

L'articolo è ripreso nel libro “Annibale - un viaggio” 2008, Feltrinelli ed.

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